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Bonifica dei siti contaminati a cura della redazione
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Bonifica dei siti contaminati
a cura della redazione
È un tema di estrema attualità quello della bonifica di siti
contaminati, soprattutto in tempi di continui interventi di sviluppo e trasformazione
del territorio che coinvolgono enormi interessi economici, riferiti sia a
trasformazioni industriali (pensiamo a quelli di tipo energetico) sia a riconversione
della funzione di un’area, da industriale a residenziale.
Così per il sito di Sesto San Giovanni (Milano), che da area industriale
ex siderurgica è stata convertita, in base al piano di sviluppo urbanistico,
in area residenziale per la quale esiste un progetto complessivo di riqualificazione
urbana a firma dello studio dell’architetto Renzo Piano. In tale ultimo
caso, si è innestato un intricato percorso che vede gli operatori della
bonifica da un lato, e le istituzioni centrali e territoriali dall’altro,
uniti in uno sforzo comune finalizzato all’esecuzione della bonifica
dei suoli e delle acque in tempi velocissimi, al fine di permettere lo sviluppo
residenziale dell’area.
Sono trascorsi ormai quasi dieci anni dalla prima disciplina nazionale in tema
di bonifiche di siti contaminati e il corpus giuridico evolutosi nel
tempo, al pari dell’esperienza degli operatori, ha fatto diventare l’Italia
uno dei paesi leader in Europa in materia, almeno dal punto di vista della
composizione del quadro normativo. Quadro normativo che dal celebre Dm 471/1999 è stato
travolto dal riordino avvenuto con l’emanazione del “Codice ambientale” (il Dlgs
152/2006)
che vi dedica il Titolo V della sua Parte IV, modificato dal “secondo
Correttivo” al Codice ambientale (il Dlgs 4/2008).
In tutto, 16 articoli e 5 allegati, nei quali si trova, da una parte, il tentativo
di superare i seri problemi applicativi e le carenze dell’abrogato Dm
471/1999 e, dall’altra, gli elementi sostanziali di novità della
nuova disciplina, tra cui spicca il ricorso alla procedura dell’analisi
di rischio sanitaria sito-specifica al fine di individuare se un sito è o
meno contaminato, nonché di individuare gli obiettivi della bonifica
per i suoli e le acque, procedura in vigore in molti paesi europei ed extra-europei
e molto simile a quella applicata negli Usa.
Il volume di Bonifica
di siti contaminati. Cosa รจ cambiato con il Codice ambientale e il "secondo
Correttivo" di
Loredana Musmeci, direttrice del reparto “Suolo e Rifiuti” dell’Istituto
superiore di sanità (Iss), raccoglie la disciplina vigente, recentemente
modificata, con l’evoluzione che ha vissuto nell’ultimo decennio,
e le difficoltà via via emerse, e restituisce un quadro completo, chiaro
e dettagliato di: lettura e interpretazione delle norme, esame delle procedure,
definizione dei criteri, obblighi e sanzioni, approfondimenti specifici e giurisprudenza.
Il volume dedicato alla disciplina della bonifica dei siti contaminati inaugura
la nuova linea della collana
sulla normativa ambientale di Edizioni Ambiente,
che approfondisce le aree tematiche di “Rifiuti”, “Energia” e “Territorio”.
Tra i prossimi titoli in uscita in autunno segnaliamo: Rifiuti 2008, Il
Codice dei rifiuti 2008, Il Codice delle energie
rinnovabili e dell’efficienza energetica 2008, Imprese e ambiente.
Guida agli adempimenti normativi (9a edizione) e La Valutazione di
Impatto Ambientale. La nuova normativa introdotta dal Dlgs 4/2008.