Fatti e parole di Marco Moro
Green Marketing di Paola Fraschini
Chiare, fresche e dolci acque di Giulio Conte
Nucleare, chi lo paga? di Alessandro Geremei
G8, energia e gas serra a cura della redazione
NoEcomafia tour di Antonio Pergolizzi
Fatti e parole
di Marco Moro
DL 112 del 25 giugno 2008, un provvedimento “omnibus” tutto da
scoprire, che si trova attualmente in discussione alla Camera. Perché è interessante?
Perché rappresenta bene le evidenti contraddizioni che caratterizzano
l’azione politica del governo, quantomeno in materia di energia (ma più in
generale rispetto agli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2). È un
testo di difficile lettura, dove le “parole” si leggono con chiarezza
e i “fatti” possono trovarsi celati in passaggi tutt’altro
che espliciti. Alla voce “parole” si possono citare passi dell’articolo
7 dove si indica la volontà di arrivare a una rapida definizione di
una strategia energetica nazionale che preveda, oltre all’immancabile
nucleare, anche la “promozione delle fonti rinnovabili di energia e dell'efficienza
energetica”. Parole, come quelle con cui, all’articolo 11 dedicato
al “Piano casa”, si sottolinea che questo è finalizzato
alla “offerta di alloggi di edilizia residenziale, da realizzare nel
rispetto dei criteri di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni
inquinanti”. Belle parole. E veniamo ai fatti: una proposta di emendamento
all’articolo 35 chiede di aggiungervi un comma, apparentemente innocuo: “Sono
abrogati i commi 3 e 4 dell'articolo 6 e i commi 8 e 9 dell'articolo 15 del
decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192”. E questi sì che sarebbero
fatti, perché la traduzione di quel comma significa “facciamo
un regalo estivo alla proprietà edilizia e cancelliamo l’obbligo
di allegare la certificazione energetica agli atti di compravendita o ai contratti
di affitto, e già che ci siamo togliamo anche le norme che dicevano
che senza certificazione allegata i contratti sono da ritenersi nulli”.
Il compratore, l’affittuario? Si arrangino. L’obbligo di informare
i cittadini? La trasparenza del mercato? Chi se ne frega. Ma fosse tutto qui,
non sarebbe niente di nuovo. Il problema, il “fatto” più concreto, è che
con questo semplice passaggio in burocratichese si va a disattivare uno dei
più potenti meccanismi a favore della riqualificazione energetica del
patrimonio edilizio esistente. La “nuova costruzione” è ben
poca cosa rispetto allo stock edilizio esistente. Sottrarre quest’ultimo
dall’obbligo di allegare la certificazione energetica alle compravendite
e alle locazioni è come un invito a… al lettore la gioia di completare
la frase.
Passerà l’emendamento? Probabilmente sì, ma già il
solo fatto che sia stato proposto basta e avanza per capire quali sono i “fatti” e
quali le “parole” nella politica energetica del governo. Come afferma
Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club, il famigerato emendamento
affosserebbe una misura che se applicata farebbe risparmiare al paese “cumulativamente
una quantità di energia pari a 8 anni di produzione di una centrale
nucleare da 1.300 MW che, nell’ipotesi più favorevole, entrerebbein
funzione non prima del 2020”.
Gli scenari internazionali – di cui si occupano tanto l’intervista
a Paolo degli Espinosa quanto l’articolo di Giulio Conte – non
sono meno desolanti. Del resto, da questo G8 giapponese chi si aspettava, sui
temi ambientali, qualcosa di diverso dalle parole? E proprio per orientarsi
in questa enorme produzione di parole può essere utile qualche buona
lettura estiva. Chi parteciperà a Festambiente avrà la
possibilità di assistere, il 13 di agosto, alla presentazione
in anteprima di Nuvole
e sciacquoni, il volume di
Giulio Conte dedicato a un tema di cui si parla solo quando si presenta come
problema, di solito in estate: l’acqua, il suo spreco e le strategie
per impiegarla in modo intelligente e sostenibile. In libreria il volume ci
sarà solo da settembre, ma sarà disponibile a Festambiente. Una
presentazione che verrà replicata il primo settembre alla Festa Democratica
di Milano. E sempre ai primi di settembre arriverà anche un nuovo VerdeNero,
un noir dove è ancora l’acqua a fare da filo conduttore. Con L’ultimo
giorno felice, anche Tullio Avoledo si unisce infatti alla già qualificatissima
squadra di autori che stanno determinando il successo di un nuovo genere, il
noir di ecomafia, il noir che denuncia il crimine ambientale.