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Analisi del ciclo di vita. Intervista a G.L. Baldo di Paola Fraschini
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Analisi del ciclo di vita.
Intervista a G.L. Baldo*

di Paola Fraschini

Cosa si intende con il termine LCA? Ci spiega in cosa consiste?
LCA è l’acronimo di Life Cycle Assessment, ossia analisi del ciclo di vita.
La LCA è una metodologia di valutazione dei carichi energetici e ambientali associati a un prodotto o a un processo, lungo l’intero ciclo di vita (produzione, uso, trasporti, fine vita).
Innovativo rispetto ai criteri tradizionali di analisi, l’approccio LCA consiste nel valutare tutte le fasi di un processo produttivo, considerandole correlate le une alle altre.
La metodologia è regolamentata, a livello internazionale, dalle norme ISO 14040 e ISO 14044 che ne definiscono la struttura e guidano alla corretta applicazione.

Quali sono le aziende pioniere in Italia nel campo dell’analisi del ciclo di vita? E oggi, quali le più avanzate?
A metà degli anni ’90, alcune aziende hanno cominciato ad avvicinarsi al nuovo approccio LCA soprattutto in ambito di ricerca e sviluppo. Tra queste sono da citare ABB, Fiat, Italtel, Pirelli, Siemens e Telecom Italia. In quel periodo, per esempio, la nota casa automobilistica torinese aveva ricorso all’analisi del ciclo di vita per portare avanti uno studio sui basamenti motore al fine di valutare, in maniera comparativa, il carico ambientale ed energetico associato all’uso di due materiali diversi (alluminio e ghisa). Analogamente, Telecom Italia aveva applicato la metodologia LCA come supporto nella scelta di materiali ecocompatibili per la progettazione del telefono Sirio 2000 in modo da gestire, in modo efficiente, il suo destino una volta divenuto scarto.
Due delle aziende che sono oggi all’avanguardia nel campo dell’analisi del ciclo di vita sono Granarolo, leader nella produzione di latte e derivati, e Tetrapak azienda che produce e commercializza soluzioni per il trattamento e confezionamento degli alimenti.

Quali sono gli impieghi attuali e possibili per il prossimo futuro della LCA?
Al momento, le principali applicazioni della metodologia di analisi del ciclo di vita sono legate allo sviluppo e al miglioramento dei prodotti e dei processi. È ormai avvalorato che la LCA rappresenti un valido strumento di analisi per la ricerca e lo sviluppo di nuovi materiali (è in questo ambito che si parla di ecodesign o progettazione ecosostenibile)o di nuovi processi, ossia di pianificazione strategica e di gestione ed efficienza della filiera produttiva. La LCA ha trovato impiego, inoltre, come supporto al green marketing per le aziende che sono interessate a comunicare all’esterno il proprio impegno nei confronti dell’ambiente.
D’altra parte, la LCA è stata fondamentale per lo sviluppo di schemi di etichettatura ecologica. Ad esempio, è alla base per la definizione dei criteri ambientali di riferimento per i gruppi di prodotto a marchio Ecolabel europeo (Etichettatura di tipo I, secondo la ISO 14020) o utilizzata come elemento indispensabile per le analisi finalizzate all’ottenimento di una Dichiarazione Ambientale di prodotto (EPD- Etichettatura di tipo III).
Indubbiamente il campo di applicazione della LCA è destinato ad ampliare i suoi confini: ne è un indizio il fatto che nei recenti bandi di ricerca finanziati dalla Commissione europea (in particolare dalla Direzione Ambiente-DG Environment) e dal suo centro scientifico e tecnologico per la ricerca (Joint Research Centre), sia richiesto l’impiego della LCA come base di partenza per lo sviluppo di progetti orientati allo sviluppo di tecnologie innovative, in grado di ridurre gli impatti ambientali ed energetici dei prodotti di comune utilizzo.

Cosa si intende con “gestire il fine vita” del prodotto?
Gestire il fine vita di un prodotto significa analizzare i possibili scenari di gestione di un prodotto giunto al termine della sua vita utile. Le alternative possibili riguardano il recupero di materia (riuso e riciclo), di energia (termovalorizzazione) o lo smaltimento in discarica. Se si percorre ognuna di queste strade, l’analisi del destino di uno scarto conduce a diverse considerazioni in termini di carico ambientale ed energetico. Tali aspetti possono essere oggetto di confronto per orientare le scelte strategiche, in termini di benefici ambientali, verso l’una o l’altra direzione, soprattutto in fase di progettazione del prodotto stesso.

*Gian Luca Baldo, autore con Massimo Marino e Stefano Rossi del manuale Analisi del ciclo di vita LCA, è docente presso la Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Torino. Membro dell’Editorial Board dell’International Journal of Life Cycle Assessment, è responsabile dello Studio Associato Life Cycle Engineering (LCE) di Torino.