The next big thing di Marco Moro
Inventori di favole. Intervista a Girolamo De Michele di Emiliano Angelelli
Analisi del ciclo di vita. Intervista a G.L. Baldo di Paola Fraschini
Qualità e territorio di Emanuele Burgin
La tranquilla provincia milanese di Antonio Pergolizzi
Questione di punto di vista a Ilaria Di Bella
Analisi del ciclo di vita.
Intervista a G.L. Baldo*
di Paola Fraschini
Cosa si intende con il termine LCA? Ci spiega in cosa consiste?
LCA è l’acronimo di Life Cycle Assessment, ossia analisi
del ciclo di vita.
La LCA è una metodologia di valutazione dei carichi energetici e ambientali
associati a un prodotto o a un processo, lungo l’intero ciclo di vita
(produzione, uso, trasporti, fine vita).
Innovativo rispetto ai criteri tradizionali di analisi, l’approccio LCA
consiste nel valutare tutte le fasi di un processo produttivo, considerandole
correlate le une alle altre.
La metodologia è regolamentata, a livello internazionale, dalle norme
ISO 14040 e ISO 14044 che ne definiscono la struttura e guidano alla corretta
applicazione.
Quali sono le aziende pioniere in Italia nel campo dell’analisi
del ciclo di vita? E oggi, quali le più avanzate?
A metà degli anni ’90, alcune aziende hanno cominciato ad avvicinarsi
al nuovo approccio LCA soprattutto in ambito di ricerca e sviluppo. Tra queste
sono da citare ABB, Fiat, Italtel, Pirelli, Siemens e Telecom Italia. In quel
periodo, per esempio, la nota casa automobilistica torinese aveva ricorso all’analisi
del ciclo di vita per portare avanti uno studio sui basamenti motore al fine
di valutare, in maniera comparativa, il carico ambientale ed energetico associato
all’uso di due materiali diversi (alluminio e ghisa). Analogamente, Telecom
Italia aveva applicato la metodologia LCA come supporto nella scelta di materiali
ecocompatibili per la progettazione del telefono Sirio 2000 in modo da gestire,
in modo efficiente, il suo destino una volta divenuto scarto.
Due delle aziende che sono oggi all’avanguardia nel campo dell’analisi
del ciclo di vita sono Granarolo, leader nella produzione di latte e derivati,
e Tetrapak azienda che produce e commercializza soluzioni per il trattamento
e confezionamento degli alimenti.
Quali sono gli impieghi attuali e possibili per il prossimo futuro della
LCA?
Al momento, le principali applicazioni della metodologia di analisi del ciclo
di vita sono legate allo sviluppo e al miglioramento dei prodotti e dei processi. È ormai
avvalorato che la LCA rappresenti un valido strumento di analisi per la ricerca
e lo sviluppo di nuovi materiali (è in questo ambito che si parla di ecodesign o
progettazione ecosostenibile)o di nuovi processi, ossia di pianificazione strategica
e di gestione ed efficienza della filiera produttiva. La LCA ha trovato impiego,
inoltre, come supporto al green marketing per le aziende che sono
interessate a comunicare all’esterno il proprio impegno nei confronti
dell’ambiente.
D’altra parte, la LCA è stata fondamentale per lo sviluppo di
schemi di etichettatura ecologica. Ad esempio, è alla base per la definizione
dei criteri ambientali di riferimento per i gruppi di prodotto a marchio Ecolabel
europeo (Etichettatura
di tipo I, secondo la ISO 14020) o utilizzata come elemento indispensabile
per le analisi finalizzate all’ottenimento di una Dichiarazione Ambientale
di prodotto (EPD- Etichettatura di tipo III).
Indubbiamente il campo di applicazione della LCA è destinato ad ampliare
i suoi confini: ne è un indizio il fatto che nei recenti bandi di ricerca
finanziati dalla Commissione europea (in particolare dalla Direzione Ambiente-DG
Environment) e dal suo centro scientifico e tecnologico per la ricerca (Joint
Research Centre), sia richiesto l’impiego della LCA come base di partenza
per lo sviluppo di progetti orientati allo sviluppo di tecnologie innovative,
in grado di ridurre gli impatti ambientali ed energetici dei prodotti di comune
utilizzo.
Cosa si intende con “gestire il fine vita” del prodotto?
Gestire il fine vita di un prodotto significa analizzare i possibili scenari
di gestione di un prodotto giunto al termine della sua vita utile. Le alternative
possibili riguardano il recupero di materia (riuso e riciclo), di energia
(termovalorizzazione) o lo smaltimento in discarica. Se si percorre ognuna
di queste strade, l’analisi del destino di uno scarto conduce a diverse
considerazioni in termini di carico ambientale ed energetico. Tali aspetti
possono essere oggetto di confronto per orientare le scelte strategiche,
in termini di benefici ambientali, verso l’una o l’altra direzione,
soprattutto in fase di progettazione del prodotto stesso.
*Gian Luca Baldo, autore con Massimo Marino e Stefano Rossi del manuale Analisi del ciclo di vita LCA, è docente presso la Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Torino. Membro dell’Editorial Board dell’International Journal of Life Cycle Assessment, è responsabile dello Studio Associato Life Cycle Engineering (LCE) di Torino.