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Tutte le energie in un Codice di Gianni Silvestrini
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Tutte le energie in un Codice
di Gianni Silvestrini*

Un'analisi delle politiche energetiche non può non soffermarsi sul ruolo delle Regioni. Ma qual è l'attuale situazione della gestione energetica a livello decentrato? Il panorama è abbastanza disomogeneo, con alcune realtà eccellenti, ma altre disimpegnate.
Un quarto delle Regioni non ha ancora approvato in via definitiva il proprio Piano energetico ambientale, uno strumento previsto da più di 15 anni. Nei prossimi mesi però tutte le Regioni dovranno fare uno sforzo particolare per impostare o rivedere i Piani alla luce degli ambiziosi obiettivi al 2020 decisi in sede europea. Pensiamo solo alla crescita prevista per le fonti rinnovabili, che dovrebbero triplicare il proprio contributo nel giro di 13 anni.
Un primo salto di qualità dell'azione regionale riguarderà quindi la diffusione dell'energia verde. La legge Finanziaria 2008 prevede infatti che vengano definiti i target regionali sulla produzione da fonti rinnovabili e che le Regioni adeguino i propri piani energetici. Questa sfida andrà affrontata in modo intelligente per riuscire a sfruttare le ricadute che potranno derivare sul versante della ricerca e della creazione di nuove industrie verdi. Occorrerà infatti creare le condizioni più favorevoli per attrarre investimenti nel proprio territorio e divenire protagonisti della rivoluzione energetica che si è innescata.
Si apre una competizione che riguarda l'Italia rispetto agli altri paesi che stanno facendo ponti d'oro per le imprese più innovative. Il Governo tedesco ad esempio ha distribuito, in forma di sussidi, oltre 600 milioni di euro solo negli ultimi tre anni per la creazione di nuove industrie fotovoltaiche. L'Italia ha messo in campo circa 200 milioni di euro con il programma di innovazione "Industria 2015".
Ma la competizione riguarderà anche le diverse Regioni che ambiscono a svolgere un ruolo di punta in questo settore. Chi riuscirà a elaborare la proposta più credibile in termini di risorse finanziarie, procedure autorizzative, soluzioni logistiche, collegamenti con centri di ricerca, potrà infatti avvantaggiarsi dell'attuale irripetibile situazione (pensiamo alle risorse dei fondi comunitari 2007-2013) e creare "distretti delle rinnovabili", "poli solari" ecc.
Il coinvolgimento delle Regioni non potrà comunque limitarsi alle rinnovabili, ma dovrà prevedere l'aumento dell'efficienza energetica, considerando che il Dlgs 115/2008 prevede, analogamente al settore delle rinnovabili, una distribuzione di obiettivi su scala regionale, e più in generale la riduzione delle emissioni di gas climalteranti.
Considerando che i settori industriali maggiormente emissivi sono già regolamentati sulla base della direttiva sull'Emission trading, l'attenzione andrà concentrata sugli altri comparti (industria leggera, edilizia, trasporti, agricoltura) nei quali le Regioni hanno una maggiore possibilità di intervento.
Efficienza energetica, fonti rinnovabili, mobilità sostenibile, forestazione potranno quindi divenire le aree per le quali è ragionevole la definizione di obiettivi di riduzione coerenti con gli impegni nazionali.
Nel settore del risparmio energetico, le Regioni potranno svolgere un ruolo importante per orientare gli interventi e per amplificare gli obiettivi legati ai Certificati Bianchi con risorse proprie.
Nel settore dei trasporti, il più in controtendenza in termini di emissioni climalteranti, l'efficacia dell'azione locale risulta fondamentale, specialmente per la mobilità urbana.
Anche nella forestazione, infine, da cui ci si aspetta un ulteriore taglio pari a un settimo del gap di Kyoto, il ruolo regionale sarà decisivo.
È poi probabile che le Regioni, come già sta avvenendo in qualche esperienza incoraggiante, dividano gli obiettivi per rinnovabili ed efficienza su scala provinciale. Si potrebbe quindi innescare un processo virtuoso volto a premiare anche economicamente i territori più impegnati e a penalizzare le istituzioni locali prive di risultati su questo versante.
Di tutti questi temi si parla nel Codice delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica 2009, la cui documentazione rappresenta una preziosa guida per tutti coloro che devono operare nel settore delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica. La speranza è che il volume possa aiutare a comprendere opportunità e procedure attualmente previste ai vari livelli istituzionali e, contemporaneamente, che il quadro normativo futuro vada verso una decisa semplificazione.
Gli ambiziosi obiettivi al 2020 impongono infatti un salto di qualità nelle politiche di incentivazione e in quelle autorizzative. L'auspicio è che la prossima versione del Codice contenga norme che aiutino il mondo delle rinnovabili a compiere quel deciso salto di qualità che la rivoluzione energetica in atto richiede.

* Direttore scientifico di Kyoto Club. Il brano è tratto dalla sua Introduzione al Codice delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica 2009 (volume disponibile all'acquisto sul sito di Edizioni Ambiente a partire dal 28 novembre 2008).