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Pagateci il danno! di Antonio Pergolizzi
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Pagateci il danno!
di Antonio Pergolizzi

Lui si chiama Gaetano Vassallo. Oggi è un collaboratore di giustizia ma per anni ha gestito, in nome e per conto del clan dei Casalesi, i traffici illegali di rifiuti tra le province di Napoli e Caserta. Grazie alle sue dichiarazioni, la Procura della Repubblica di Napoli e la Direzione Distrettuale Antimafia hanno dato vita a un'inchiesta, "Terra promessa 2", che sta consentendo di fare luce su un vero e proprio disastro ambientale.
Le rivelazioni di Gaetano Vassallo rese ai magistrati di Napoli, pubblicate con ampio risalto dall'Espresso lo scorso 12 settembre, ma filtrate in realtà a partire dal mese di giugno, coincidono perfettamente con le denunce fatte da Legambiente a partire dal 1994, attraverso i due dossier "La Rifiuti Spa. Pseudo-imprenditori, logge massoniche, politici corrotti e criminalità organizzata: una holding dietro i traffici abusivi" e "La Rifiuti Spa 2". Quattordici anni fa, quindi, era già chiaro che la Campania stava diventando la grande pattumiera d'Italia, che c'era in atto un patto scellerato siglato da politici, imprenditori, funzionari pubblici, faccendieri e camorristi, per gestire la torta dei rifiuti, sia quelli urbani, sia quelli industriali. Cave, terreni agricoli, fiumi, torrenti si stavano velocemente riempiendo di veleni d'ogni tipo, sotto gli occhi di tutti. E le denunce di Legambiente delineavano con precisione gli scenari presenti e futuri, svelavano intrecci, connivenze, intrallazzi, facevano nomi e cognomi dei responsabili di uno tra i più gravi disastri ambientali, economici e sociali che il nostro paese abbia mai visto.
Legambiente si costituirà parte civile, appena sarà possibile, nel procedimento penale scaturito dalle dichiarazioni di Gaetano Vassallo. Ma non solo. L'Associazione intende coinvolgere in questa iniziativa tutti i cittadini che hanno subito danni biologici, morali ed economici a causa dei traffici e degli smaltimenti illegali di rifiuti. E vuole costruire, intorno a questa iniziativa, un fronte ampio di alleanze che coinvolga, innanzitutto, i Comuni interessati dai siti abusivi di smaltimento ma anche altri soggetti associativi che possono rappresentare interessi collettivi danneggiati dal clan dei Casalesi, dall'agricoltura al turismo. Un'azione collettiva contro l'ecomafia, che ha pure un titolo: "Pagateci il danno". Un'azione da sviluppare sia in sede penale, sia civile, contro tutti i responsabili di uno dei più gravi scandali del nostro paese. Un vero moto di rivendicazione di diritti civili garantiti dalla Costituzione e sistematicamente violati in terra di Campania. Da vent'anni a questa parte.
In questa sorta di "class action" (in attesa della sua effettiva entrata in vigore - gennaio 2009), Legambiente metterà a disposizione avvocati e volontari che raccoglieranno la disponibilità ad aderire a questa azione collettiva da parte di cittadini, amministrazioni locali e imprese in tutti i Comuni interessati dai traffici e dagli smaltimenti illeciti raccontati da Gaetano Vassallo e riscontrati dall'autorità giudiziaria. Per ogni disponibilità raccolta saranno verificate le effettive condizioni che consentono, in base al Codice di procedura penale, di essere riconosciuti nel ruolo di parte civile e/o di avviare una causa di risarcimento danni in sede civile. Si tratta, insomma, di un'iniziativa pubblica di interesse nazionale che costituirà la base di partenza per una mobilitazione civile contro ogni forma di criminalità ambientale. Ed è un altro modo, concreto, di lotta contro chi avvelena la vita dei cittadini. Dalle parole/denunce ai fatti.
Occorre riprendersi la dignità violata da tanti, troppi, anni di inerzia, opportunismi e collusioni d'ogni risma consumati a spese dei cittadini e dell'ambiente. Proviamo a cominciare da qui, da un moto popolare di rivendicazione di diritti fondamentali che si spera trovino giustizia, oggi, almeno nelle aule dei tribunali.