testata logo EDA
In questo numero:

Umani resistenti ai fatti di Marco Moro
Quali saranno gli impatti della presidenza Trump sul versante energetico-ambientale? di Gianni Silvestrini
Promuovere il Made in Italy con l’efficienza energetica a cura della redazione
Normativa ambientale, tra classici e novità di Costanza Kenda
Iscriviti
Contatti
Promuovere il Made in Italy con l’efficienza energetica
a cura della redazione

In questo articolo parliamo di:

105 Buone pratiche di efficienza energetica Made in Italy
a cura di Kyoto Club

Sfoglia le prime pagine
Acquista on-line
Scarica il modulo d'ordine

Il 30 novembre 2016 la Commissione europea ha presentato un pacchetto di misure che, tra le altre, prevedono la stesura di una nuova direttiva sulle rinnovabili e la revisione della direttiva sull’efficienza energetica, compresa quella negli edifici. Si tratta dell’ennesima dimostrazione del fatto che l’Unione europea ha messo rinnovabili ed efficienza al centro della propria strategia di sviluppo. Anche se nel nostro paese ancora manca una politica energetica coerente con le indicazione dell’Ue, sono ormai moltissimi i soggetti che l’efficienza energetica la fanno concretamente e ci guadagnano. Il brano che segue, tratto dall’introduzione di Laura Bruni, Direttore affari istituzionali e relazioni esterne Schneider Electric e coordinatrice gruppo di lavoro efficienza energetica Kyoto Club, illustra struttura e contenuti del volume 105 buone pratiche di efficienza energetica Made in Italy.

“Nel panorama odierno, anche se viene riconosciuto diffusamente all’efficienza energetica un ruolo chiave per un uso più responsabile delle risorse, un maggiore rispetto per l’ambiente e, anche, per uno sviluppo economico più sostenibile e competitivo, molto meno radicata è la convinzione che possa essere facilmente applicata, trasversalmente a tutti i settori di mercato, da soggetti pubblici e privati; che possa produrre benefici estesi, anche partendo da piccole operazioni modulari; e, soprattutto, che le soluzioni tecnologiche, le collaborazioni di filiera, le modalità sperimentate, non siano one-shot, ma, spesso, ripetibili, replicabili, riproponibili con nuovi soggetti e in altri contesti.

“Non è difficile, oneroso e per pochi adepti fare efficienza energetica. Questo libro lo dimostra nei fatti. Le 105 buone pratiche che raccoglie sono espressione di un’efficienza energetica 'agita' e tutta italiana, frutto di un moto spontaneo di imprese, società di servizi, professionisti, pubbliche amministrazioni che hanno voluto rendere visibile la loro esperienza di efficientamento mettendo in evidenza che si può fare. [...] Il valore è dato dalla loro praticabilità e pluralità, dalle soluzioni tecnologiche adottate, dai risultati di risparmio perseguiti, dai meccanismi di collaborazione attivati sul territorio. Perché per spingere l’efficienza energetica servono tanti esempi concreti e diversificati, che aiutino tutti a passare all’azione e ispirino policy e meccanismi virtuosi a mercato e istituzioni. Tra luci e ombre di un’Italia che non ha ancora tradotto l’efficienza energetica in elemento strutturale di politica industriale, che non può ancora vantare un sistema normativo armonico e integrato, che trova mille difficoltà nel rendere 'bancabili' i suoi progetti di efficientamento, il paese reale ha già scelto, indicando chiaramente la strada da percorrere.
Nel panorama dei casi raccolti, quelli di efficientamento riguardano sia l’ambito privato, che complessivamente rappresenta il 55% dell’insieme, sia la pubblica amministrazione (32%). [...] Le operazioni censite sono di diversa dimensione economica, ma prevalgono le iniziative di taglia medio-grande, con un 52% che supera i 500.000 euro.

Un significativo gruppo di interventi in ambito terziario, il 20%, è seguito da casi di riqualificazione energetica degli edifici (12%), certamente in crescita rispetto al passato, ma ancora ben al di sotto delle potenzialità e del bisogno per il paese, considerando che più del 70% delle costruzioni italiane risale a prima del 1976, data della prima normativa sul risparmio energetico. Si tratta di circa 13,7 milioni di abitazioni, il 25% delle quali non è mai stato sottoposto a interventi di riqualificazione. Rilevanti le iniziative di efficienza energetica in ambito industriale (11%) [...]. Se guardiamo, poi, ai tempi di ritorno dell’investimento, non mancano gli elementi degni di nota: se, infatti, il 49% delle esperienze pubblicate supera i 5 anni (di cui un 21% i 10), il 39% dei casi ha tempi di ritorno inferiori ai 5 anni, con un significativo 10% degli interventi che si ripaga in meno di 18 mesi. Un consuntivo applicabile a un campione limitato, certamente, ma che spinge a superare quella semplificazione di approccio che vedrebbe i vantaggi dell’efficienza energetica legati esclusivamente a prospettive di lungo periodo. Molte tecnologie e interventi modulari fanno guadagnare in fretta, per esempio quando la gestione dell’energia si associa al digitale e a sistemi di automazione e controllo, e diventano risorsa per imprese e cittadini in tempi rapidi.
Si stima un volume d’affari medio annuo di circa 5,2 miliardi di euro per il settore dell’efficienza energetica in Italia. Si tratta di una filiera di eccellenza che sta sempre più evidenziando il valore antirecessivo di questo comparto con la creazione di posti di lavoro non delocalizzabili. Aziende, società di servizi, professionisti specializzati fanno ogni giorno dell’efficienza energetica un fattore di sviluppo e di vantaggio competitivo per il paese.

Il volume parla anche di loro e invita il mondo politico-istituzionale, i meccanismi regolatori e normativi, il sistema bancario e finanziario a riconoscere, promuovere e sostenere questo ecosistema, partendo da ciò che funziona e facilitando la moltiplicazione dei casi di successo.”