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La doppia vita delle armelline di pesca e albicocca di Silvia Zamboni
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La doppia vita delle armelline di pesca e albicocca
di Silvia Zamboni

In questo articolo parliamo di:

Materia Rinnovabile
Rivista internazionale sulla bioeconomia e l'economia circolare

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Noccioli di albicocca e di pesca, sale utilizzato per la salatura delle carni: da febbraio di quest’anno in Emilia-Romagna non sono più rifiuti speciali da smaltire originati dai processi di lavorazione dell’industria agroalimentare, ma sono stati ufficialmente promossi al rango di sottoprodotti. Ovvero potenziali materiali da riutilizzare in altre filiere produttive o per altre finalità d’uso. E da marzo, a questi pionieri del recupero di materia si è aggiunto il liquor nero, noto a livello comunitario come black liquor, la sostanza liquida che si forma nelle cartiere come residuo della lisciviazione del legno nelle vasche in cui si ottiene la polpa per produrre la carta. Anche per questo scarto, quindi, si profila all’orizzonte una seconda vita post mortem. 

In materia di provvedimenti innovativi a sostegno dell’economia circolare è ancora la Regione Emilia-Romagna a tagliare per prima il traguardo, in questo caso con l’istituzione dell’Elenco regionale dei sottoprodotti reimpiegabili come materie prime secondarie e/o biocombustibili, uno strumento al momento unico in Italia a livello regionale. 

In particolare, le schede validate dalla Regione indicano per ognuno di questi processi produttivi i sottoprodotti da essi derivanti. Per esempio dai noccioli di pesca e di albicocca si possono recuperare le cosiddette armelline, ossia le piccole “mandorle” interne utilizzate nell’industria dolciaria per produrre biscotti e altri prodotti da forno, e in quella cosmetica e farmaceutica mentre i gusci esterni e i noccioli interi si possono impiegare come biomasse combustibili e in impianti per produrre il biogas. I noccioli, inoltre, sono destinati a quel particolare settore manifatturiero che svolge proprio l’attività di sgusciatura, ossia di separazione delle armelline dal guscio, tappa intermedia tra lo snocciolamento che avviene nell’industria, per esempio, delle marmellate e dei succhi, e l’utilizzazione finale dei gusci vuoti e delle armelline in altri cicli produttivi. Per quanto riguarda i quantitativi in eccesso del sale utilizzato nei processi di salatura, e i residui che derivano dalla successiva dissalazione a stagionatura completata, potranno invece essere riciclati come antighiaccio stradale. 

Infine, dal black liquor – riconosciuto a livello comunitario come un prodotto energetico, e annoverato anche dal ministero dell’Ambiente tra le sostanze combustibili – attraverso un processo di evaporazione che si svolge nelle cartiere si potrà ottenere un olio ad alta densità e a elevato potere calorifero, utilizzabile sia negli impianti di digestione anaerobica per produrre un biogas particolarmente ricco di molecole di metano, sia direttamente in caldaia come biocombustibile. 

“Non è stata la smania di fare i primi della classe ad attivarci per istituire l’Elenco regionale dei sottoprodotti”, precisa con modestia Cristina Govoni, dirigente responsabile del servizio giuridico dell’ambiente, rifiuti, bonifica siti contaminati e servizi pubblici ambientali della Regione, “bensì una precisa sollecitazione dei rappresentanti delle associazioni d’impresa che, sulla base della loro conoscenza della disponibilità in regione di sottoprodotti di varia natura e della necessità di inserirli nell’Elenco per sottrarli al destino di rifiuti da smaltire, sono stati determinanti nell’individuazione delle filiere da certificare”. 

… continua a leggere su Materia Rinnovabile 16 maggio-giugno 2017